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Happy Sugar Life Anime Recensione.

Ciao a tutti.

Oggi voglio parlarvi di un anime che ho appena finito di vedere su Amazon prime video: Happy Sugar Life

Scheda:

  • Titolo originale: Happy Sugar Life
  • Titolo inglese: Happy Sugar Life
  • Nazionalità: Giappone
  • Categoria:Serie TV 
  • Genere: Drammatico, Horror, Lolicon, Mistero, Psicologico, Scolastico, Shoujo-Ai 
  •  Anno: 2018
  • Tratto da: Manga Shōjo-ai
  • Episodi: 12
  • Visibile su: Amazon prime video link alternativo: streaming

Trama Happy Sugar Life:

Matsuzaka Satō è nota per essere una studentessa dai facili costumi, ma un giorno interrompe bruscamente la sua abitudine di andare a letto con ragazzi sempre diversi. Ciò accade quando si imbatte in una bambina di nome Shio, per la quale è convinta di provare per la prima volta il vero amore. Satō può sembrare dolce e innocente, ma è pronta a tutto per proteggere la loro relazione, compreso l’omicidio. Ma da dove è spuntata Shio? E quanto durerà la loro “dolce vita felice”?

Personaggi:

Satō Matsuzaka

La protagonista della storia, una bella ragazza con i capelli e gli occhi rosa, è molto popolare tra i ragazzi e gli uomini più grandi, all’inizio accettava ogni richiesta di fidanzamento da tutti i suoi ammiratori, per cercare il significato del vero amore.

Shio Kōbe

Co-protagonista. una bambina di circa 10 anni con i capelli blu scuro e gli occhi azzurri. Dolce, affettuosa e innocente, con una grande purezza nonostante la tristezza che ha provato nella sua vita.


Taiyō Mitsuboshi

È un collega di lavoro di Satō Matsuzaka che l’ha incontrata per la prima volta alla Principessa Imperiale.


Shōko Hida

È la collega di Satō Matsuzaka che la considera una buona amica poiché trascorrevano del tempo insieme frequentando ragazzi mentre cercavano il loro unico vero amore.


Asahi Kōbe

È un giovane ragazzo in una cappa che è alla costante ricerca di Shio Kōbe (sorella minore di Asahi)

Daichi Kitaumekawa

È l’insegnante di Satō Matsuzaka , famoso per il suo bell’aspetto e la simpatica personalità tra i suoi studenti.

Yūna Kōbe

È la madre di Asahi Kōbe e Shio Kōbe .

La zia di Satō

Di lei non sappiamo neanche il nome, solo che é la zia di Satō

Opinione Personale

“Happy Sugar Life” è un anime che ho guardato nel giro di un paio di pomeriggi e solo dopo essere arrivata al finale ho avuto modo di metabolizzare il tutto e rendermi veramente conto di quante falle madornali abbia la trama e quanto assurdo sia in generale, fin troppo per una storia. Per quanto possa sembrare strano, creare una storia che abbia tratti horror e psicologici non è facile, soprattutto quando questa viene inserita in un contesto “reale”, dove quindi non si parla di un mondo dai tratti “surrealistici”, ma di uno che riporta molte peculiarità e problematiche quotidiane presenti nella nostra “realtà”. Questa opera, limitandomi a parlare solo dell’anime (in quanto non avendo letto il manga non posso fare confronti sull’adattamento di quest’ultimo), sembra fare capolino ad entrambi i tipi di mondi, risultando a mio parere, molto confusa.

Se lo volete vedere da qui é Spoiler

La cosa che mi ha stupito di più fin dall’inizio è la (quasi) assenza delle forze dell’ordine: sparisce una bambina da giorni, e nessun poliziotto viene impiegato nelle indagini? La madre, o comunque il figlio (che sarebbe il fratello di Shio) non hanno sporto denuncia? Inoltre, se la bambina frequentava una scuola (come si presume per la sua età), non si è mossa alcuna preoccupazione da parte degli insegnanti? Insomma, queste e molte altre sono le domande che ci porremmo confrontandolo con un ipotetico e reale caso di rapimento, tuttavia in quest’opera ben poche volte riscontreremo delle circostanze “reali”. Perché allora il contesto di quest’opera non l’ho interpretato come puramente surreale? Per la presenza di molti fattori con peculiarità “reali”, dall’ambiente lavorativo a quello scolastico (purtroppo, appena accennato), nonché al concreto problema dei soldi, un mondo quindi di responsabilità, e con leggi ben distinte; insomma, la sensazione che ho avuto, è quella di un’opera che si approccia alla nostra “realtà” o ne prende le distanze, solo quando “gli fa comodo”, lasciandosi dietro innumerevoli “buchi”.

Esempi del “quando mi fa comodo”? La questione “puzza”. Quando l’amica di Satou, Shouko, entra nell’appartamento della zia di Satou, la prima cosa che sente dall’ingresso è la puzza, frutto di incuria e di mancata pulizia … ora … non serve essere dei medici, ma la domanda che mi sorge spontanea è: e il cadavere (per di più smembrato) che Satou custodiva all’interno del suo appartamento, dopo giorni che è rimasto lì, non avrebbe dovuto emanare una puzza tale da essere facilmente percepita?
Inoltre, il piccolo inceneritore (presumo uno di quelli presenti nelle scuole) che il professore ha utilizzato per sbarazzarsi “inconsapevolmente” del cadavere custodito da Satou, è veramente abbastanza “potente” per poter distruggere il corpo? Le ossa sono le parti più difficili da distruggere attraverso la combustione, e solo le alte temperature di un forno crematorio riescono a ridurle completamente in cenere … e dal momento che l’inceneritore è alla mercé di tutti, dei residui così evidenti, come delle ossa umane, non passerebbero così inosservati .

Voglio spezzare una lancia a favore dell’incontro tra Satou e Shio solo perché la prima è la classica yandere malata mentale, quindi un’improvvisa ossessione per una bambina trovata per strada potrebbe, per assurdo, anche starci. Diciamo che non ho riscontrato particolari incoerenze nel personaggio di Satou, anzi, secondo me è uno dei pochi coerenti a se tesso, visto che per tutto l’anime si mantiene in linea con la sua personalità.
Shio, d’altro canto, passa più della metà dell’anime a comportarsi da bambina ingenua (ed utile solo come oggetto di contesa tra Satou, Asahi e Mitsuboshi) per poi sviluppare una complessità psicologica assurda negli ultimi episodi. Questa bambina che non spiccica una frase sensata dall’inizio e poi partorisce discorsi filosofici sull’amore e l’abbandono?

La zia di Satou mi è piaciuta, fa accapponare la pelle per bene e credo sia azzeccata per il genere horror psicologico. Mi chiedo solo come abbiano potuto affidare a lei Satou quando ancora era bambina, e come i poliziotti chiamati ad ispezionare la casa non abbiano chiamato immediatamente i servizi sociali dopo aver constatato che la ragazza abitava (presumibilmente) con una completa squilibrata. Le autorità fanno parecchio schifo nel mondo di “Happy Sugar Life”.

Altri personaggi completamente inutili e scialbi: il professore pedofilo e Mitsuboshi, entrambi palesemente aggiunti solo per far raggelare ancora di più lo spettatore toccando temi orripilanti. Il primo, secondo me, sarebbe stato meglio tagliarlo completamente fuori; il secondo avrei preferito fosse stato trattato un po’ meglio. Il ragazzo è consapevole dei suoi problemi mentali, a differenza di Satou, e sviluppare un personaggio che si impegna seriamente ad uscire dal suo stato di maniaco credo sarebbe stato un bell’elemento di contrasto.

Shouko invece, pur essendo marginale, credo sia il personaggio meglio riuscito ed anche il più realistico: rimane traumatizzata dalla zia di Satou al punto di cominciare a temere la sua stessa amica del cuore, quando si rende conto della situazione con Shio avverte immediatamente Asahi e cerca di sbrogliarsi dalla situazione scomoda in cui è finita mostrando una facciata amichevole, peccato che i genitori di Shouko non siano altrettanto ragionevoli, visto che vediamo prima la madre chiamarla ogni due minuti per sapere dove si trovi e poi, quando la figlia viene a mancare, neanche si preoccupa di denunciare la sua scomparsa! Ma seriamente, che problemi hanno tutti quanti qui dentro?.

In Conclusione:

Happy Sugar Life è una serie dalla qualità tecnica altalenante e incostante, sui cui avrei delle riserve nel consigliarne la visione, soprattutto se gli interessati sono appassionati del genere horror-psicologico che non si accontentano di intrighi superficiali e mera violenza.

Voi lo avete visto? Cosa ne pensate? scrivetemelo qui sotto o sulla mia  pagina Facebook.

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🖖

Alla prossima

Pubblicato da nonsolomanga

Sono Claudia, sono una lettrice accanita sin dalla tenera età. Con il tempo ho ampliato l'amore per i libri a quello per i manga nonché anime. Ma sono anche una grande appassionata di film e telefilm e collezionista.

2 Risposte a “Happy Sugar Life Anime Recensione.”

  1. Ma LOL! XD Ok, una trama con buchi grossi come quelli delle strade di Roma? Non so, ma mi scappa un po’ da ridere. Seguo il tuo consiglio, su Amazon prime no, ma se poi ci saranno altri mezzi per vederlo… uhm, non so… 😀 “Zia di Satō: Di lei non sappiamo neanche il nome, solo che é la zia di Satō”: qui ti giuro sono morta dal ridere! <3

  2. Non l’ho visto sinceramente, ma non mi stupisco più di tanto delle tue considerazioni. Oggi, purtroppo, la tendenza è quella di sfornare tanti prodotti in formato “serie tv” e tantissimi prodotti non ne escono quindi curati nei dettagli. Soprattutto in periodo covid sono uscite tantissime serie tv (e anime) molto leggeri, che guardi in un pomeriggio o due, con aria tranquilla senza troppe aspettative. Mentre li guardi sembrano anche carini, e li segui perché la storia ti prende, ma poi, a stagione finita, ti fermi a riflettere e trovi un’enorme buco nero. Ci sono falle registiche, falle di sceneggiatura, personaggi che hanno dei comportanti inconcludenti e così via. Non credo che inizierò a guardare questo anime, anche se mi sono incuriosita molto sulle due righe che hai speso per descrivere il personaggio di Shio.

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