Crea sito

Neon Genesis Evangelion Recensione

Ciao a tutti.

Oggi rientriamo nel mondo delle anime con Neon Genesis Evangelion.

Nasce nel 1995. Dalla contorta mente di Hideaki Anno, il mondo fa la conoscenza di Neon Genesis Evangelion.

Una delle opere animate di origine nipponica più famose ed importanti degli anni ’90, e che ancora oggi vanta un tale successo internazionale da raccogliere intorno a sé una schiera di fans in continua espansione.

Il Giappone ha una grande cultura nel campo dell’animazione e della realizzazione, di contesti post apocalittici, nei quali vengono inseriti quelli che vengono amichevolmente definiti “robottoni”.

Generalmente pilotati da ragazzini, ma rararamente, in un’opera di questo tipo sono stati inseriti messaggi e sotto testi profondi, privilegiando maggiormente l’aspetto spettacolare.

Questo caso rappresenta una gradita eccezione.

Neon-Genesis Evangelion

TRAMA

Neon Genesis Evangelion è una serie tv con una trama molto complessa che inizia addirittura in un luogo e in tempo ben definiti, a differenza di quanto accade di solito.

Polo Sud, 2000, un cataclisma causa lo scioglimento dei ghiacci, portando a violenti sconvolgimenti che causano la morte di migliaia di persone.

Tale catastrofe è stata causata da un fallimentare esperimento su uno strano essere definito Angelo.

Quindici anni dopo il giovane Shinji Ikari viene scelto da un’organizzazione chiamata NERV, di cui fa parte anche il padre, per pilotare un’unità biomeccanica chiamata Evangelion o semplicemente EVA.

Spetterà a lui e ad piccolo gruppo di ragazzi salvare la futuristica città di Neo-Tokio 3.

Neon Genesis Evangelion

Opinione personale:

Sebbene la trama appaia abbastanza semplice e lineare, non lo è altrettanto la sua comprensione e la sua interpretazione.

Tant’è che lo stesso regista Anno Hideaki affermerà in un’intervista che:

Evangelion è come un puzzle, e come tale ogni persona può dargli un’interpretazione diversa pensando ed immaginando il proprio mondo.

I numerosi e frequenti riferimenti religiosi (soprattutto all’Ebraismo e alla Cabala, al Cristianesimo, allo Gnosticismo ed anche se in maniera minore allo Shintoismo).

Filosofici e psicologici (tra cui troviamo riferimenti a Freud ed ai testi di Schreber, come afferma lo stesso regista) rendono infatti alquanto complessa e criptica l’opera.

Ma questo è solo uno dei punti di forza della serie, tant’è che tutt’oggi, dopo poco più di vent’anni dal suo esordio, è una delle opere più discusse e più amate nel panorama dell’animazione nipponica.

Un altro elemento fondamentale della serie, è sicuramente l’accurata introspezione dei personaggi, tanto reali quanto estremizzati.

Essi, tutti forti solo all’apparenza, sono però anche inevitabilmente tutti fragili, prede del loro presente, ma ancor più del loro passato.

La caratterizzazione dei personaggi raggiunge vette davvero alte, tanto da renderli indelebili nella mente dello spettatore, anche se presenti in un solo ed unico episodio.

Shinji
Fra tutti, spicca sicuramente Shinji.

Il protagonista, i cui flussi di coscienza hanno come argomento principale la paura del contatto con il prossimo, l’utilità (o meglio, l’inutilità) del proprio essere, e quindi lo scopo della vita.

Per questo, sotto molteplici aspetti, Shinji potrebbe sembrare un vero e proprio anti-eroe, che, fragile ed indeciso, cerca di fuggire sempre da ciò che gli provoca dolore, e che conscio della sua inutilità.

Sale sull’EVA non tanto per gli altri, quanto per se stesso, per placare appunto quel senso di vuoto che cresce inesorabile dentro di lui.

Ma proprio perché eccessivamente umano, lo spettatore ben riesce ad immedesimarsi in lui e a vivere in prima persona tutti i drammi psicologici e non, che affliggono il giovane pilota.

Eva

Oltre all’elemento introspettivo.

É opportuno anche aggiungere una piccola nota inerente alla scienza ed alla tecnologia, che vengono viste come il mezzo con cui l’uomo può avvicinarsi sempre più alla divinità creatrice del tutto.

Se non addirittura sostituirsi ad essa.

Gendō
Da ciò segue l’accentuato antropocentrismo di Gendō.

Pianificatore del progetto del ‘Perfezionamento dell’uomo’, oltre che dei membri della Seele, associazione segreta che, per così dire, tira le fila del mondo, di cui la Nerv è come l’organo esecutivo.

Seele

Altro tratto caratteristico della trama è l’interrogativo martellante che concerne il rapporto tra l’essere umano e Dio, e la loro rispettiva identità.

Che cos’è Dio, e che cos’è l’Uomo?

Lo sviluppo della storia non fa altro che accrescere il desiderio di arrivare ad una risposta definitiva, ma sebbene dia degli spunti molto interessanti, non fornisce mai una verità certa e definitiva.

La mancanza di spiegazioni dirette, la continua richiesta nei confronti dello spettatore di cogliere un’immagine, una frase, un suono per carpirne mille contenuti.

Fa di Evangelion una delle opere più complesse e allo stesso tempo affascinanti mai visionate.

Non è raro, infatti, trovarsi a cercare il maggior numero possibile di informazioni e delucidazioni.

Rendendo il web l’artefice di un enorme passaparola di teorie, opinioni e interpretazioni da parte degli estimatori di EVA.

È bene sottolineare il fatto che la possibilità di capire questo anime nella sua interezza sia pressoché impossibile.

Non solo per la sua complessità e per il suo finale aperto, ma anche perché la maggior parte degli avvenimenti non vengono spiegati ma lasciati alla libera interpretazione del singolo individuo.

Tuttavia, questo è uno dei punti di forza della serie, che inducendo lo spettatore a ragionare, anche (e soprattutto) dopo la sua fine, lascerà un segno indelebile nella sua mente e nel suo cuore.

Fa categoria a sè il finale.

Originale e inaspettato da dividere in due fazioni contrastanti i gruppi accaniti di fan (precisamente in quelli che lo hanno elogiato e quelli che lo hanno aspramente criticato).

Io, personalmente, ho apprezzato molto il finale della serie, trovandolo la degna conclusione di un’opera che è stata sempre coerente con sé stessa.

Mantenendo un’atmosfera carica di punti interrogativi, da risolvere grazie alle capacità analitiche dello spettatore, e ponendo l’introspezione dei personaggi (in particolare del protagonista).

Come vera punta di diamante di tutto questo enorme concentrato di scienze umanistiche e fantascientifiche.

Considerando oltretutto il basso budget con cui Anno ha dovuto realizzare il finale dell’opera, non posso che elogiarlo per la scelta coraggiosa e rivoluzionaria.

In conclusione, Neon Genesis Evangelion è una serie senza mezze misure. Può piacere alla follia come può far storcere il naso.

E’ innegabile però che, piaciuti o meno, questi 26 episodi difficilmente se ne andranno via dalla nostra testa e in qualche modo ce li porteremo sempre avanti.

Quello che infatti rimane, è un’opera che anche a distanza di anni affascina e fa riflettere, ponendo temi e spingendo chi lo guarda a darsi delle risposte, perché ognuno può interpretarla a suo modo.

Evangelion è un’opera dove nulla è casuale e tutto ha una ragione, anche il dettaglio più insignificante.

Curiosità

L’episodio 18 ha creano non pochi problemi alla produzione.

TV Tokyo è stata costretta a togliere dalla programmazione quell’episodio per le cruenti scene di violenza in esso contenute.

Anche la nota produttrice di video games Sega, sponsor della serie, ha ridotto il budget alla Gainax per quest’episodio.
Gli Angeli della serie sono stati tradotti dal giapponese “Shito”.

Anche se nella traduzione letteraria “shito” sta per “apostolo” o “discepolo”. L’esatto termine giapponese è “tenshi”.

Dalla traduzione inglese della serie EVA a noi è arrivata la parola “Angelo”.

Per molti dei personaggi si sono utilizzati nomi di veicoli giapponesi della seconda guerra mondiale: Katsuragi, Akagi e Soryu sono nomi di aerei; Ayanami e Fuyutsuki erano cacciatorpedinieri; Kirishima e Hyuga erano navi da battaglia (che hanno preso parte all’attacco di Pearl Harbor); Ibuki e Aoba erano degli incrociatori, di cui Ibuki fu soltanto progettato e mai costruito.

Nell’edizione italiana, come nelle altre in giro per il mondo, la Gainax ha sovrinteso all’adattamento, dai copioni alla scelta delle voci.

Come sceneggiatore e regista venne scelto Hideaki Anno, il quale fece dell’anime una metafora dei suoi anni di depressione.

Anno serie propose il concetto del “non dover fuggire di fronte alle cose spiacevoli”. Il regista ha dichiarato che l’intera serie è una metafora della sua vita e degli anni della depressione:

“In Neon Genesis Evangelion ho cercato di inserire tutto me stesso – io, un uomo distrutto, che non ha potuto far nulla per quattro anni. Un uomo che è fuggito per quattro anni, che, semplicemente, non era ancora morto.

Poi, mi venne in mente un pensiero, “non devo fuggire!”, e misi in moto questa produzione. Il mio intento era quello di imprimere i miei sentimenti sulla pellicola.”

La Dynamic Italia ha “portato” la serie nel nostro paese nel 1997, due anni dopo la prima trasmissione in Giappone.

La raccolta di tutti e 26 gli episodi è suddivisa in 6 cofanetti dove prendono posto 4/5 episodi per ciascun DVD.

Per l’edizione DVD gli extra non mancano e gli spettatori italiani possono contare su un ottima edizione che ricalca quella originale. L’intera serie è acquistabile all’inerno del sito della Dynit.

Link per vederlo:Neon Genesis Evangelion

 

Voi avete visto Neon Genesis Evangelion ? Cosa ne pensate? Scrivetemelo qui sotto o sulla mia pagina facebook. 

Per scoprire altre anime: Recensioni Anime 

Vi ricordo e che potete continuarmi a seguire su: Non Solo Cosmetici

Mi trovate anche su twitter e su instagram.

🖖

Alla prossima

26 Risposte a “Neon Genesis Evangelion Recensione”

  1. Non amo l’anime, o meglio non li ho mai affrontati per bene e compresi, questo però tende più verso l’essere un bel “film” d’animazione. Interessante.

  2. Trovo molto interessante che oltre alla trama vera e propria venga dato risalto al lato psicologico dei personaggi. È una delle caratteristiche che mi attraggono sempre di più quando scelgo un’opera da guardare o da leggere.

  3. Conosco questo anime e ne ho sempre apprezzato la capacità di analisi introspettiva e psicologica nonché i riferimenti alla filosofia, religione e tecnologia. Anche l’umanità dei personaggi viene resa in modo incredibile. Maria Domenica

  4. l’unica serie tv che ho visto su più o meno questo genere (credo, non me ne intendo) è death note, l’ho adorata. dalla trama credo possa piacermi molto anche questa, tratta argomenti molto interessanti

  5. Non sono mai stata esperta di anime ma mi colpisce molto che questo in particolare, abbia un tempo e un luogo precisi. Non credo di averne mai visti prima così. Mi stai incuriosendo molto!

  6. Nonostante non sia molto esperta della materia, ti confesso che immagini stesse e la trama mi incuriosiscono un sacco.

  7. E’ pazzesco come queste serie siano piene di riferimenti religiosi, filosofici e come riescano ad essere letti con svariati punti di vista. Sono sempre affascinata da queste opere così complesse e piene di spunti.

  8. L’universo degli anime è così complesso e prima o poi vorrei parlare o leggere un’intervista ad un giapponese “medio” per conoscere il rapporto che loro hanno con questo genere che nonostante anni e anni per noi resta sempre esotico e criptico

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *