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Parliamo di Shadowhunters, Città di ossa di Cassandra Clare

Ciao a tutti.

Città di ossa

Oggi torniamo a parlare di Libri con Shadowhunters, Città di ossa di Cassandra Clare. Si su Instagram vi avevo anticipato tre libri che escono fuori dall’universo di Death Note, ma in questo periodo leggo tantissimo in spiaggia e li i miei pezzi da collezione non li porto  ho troppa paura di rovinarli.

Trama:

La sera in cui la quindicenne Clary e il suo migliore amico Simon decidono di andare al Pandemonium, il locale più trasgressivo di New York, sanno che passeranno una nottata particolare ma certo non fino a questo punto. I due assistono a un efferato assassinio a opera di un gruppo di ragazzi completamente tatuati e armati fino ai denti. Quella sera Clary, senza saperlo, ha visto per la prima volta gli Shadowhunters, guerrieri, invisibili ai più, che combattono per liberare la Terra dai demoni. In meno di ventiquattro ore da quell’incontro la sua vita cambia radicalmente. Sua madre scompare nel nulla, lei viene attaccata da un demone e il suo destino sembra fatalmente intrecciato a quello dei giovani guerrieri. Per Clary inizia un’affannosa ricerca, un’avventura dalle tinte dark che la costringerà a mettere in discussione la sua grande amicizia con Simon, ma che le farà conoscere l’amore.

Opinione Personale Città di ossa:

Questa serie non mi attirava granché. Avevo dubbi sulla sua originalità, sulla trama e soprattutto essendo una a cui piace andare contro corrente, ero un po’ sulla difensiva visto l’enorme successo che ha avuto negli anni. Tuttavia, la curiosità c’era e dopo aver resistito tanto, alla fine ho preso il primo volume.

Sono rimasta sbalordita quando mi sono accorta che nel giro di un’oretta ero quasi arrivata a metà libro…cosa che ritenevo assai impossibile prima di iniziarlo visto che temevo di annoiarmi. Ho divorato una pagina dopo l’altra e ho apprezzato ogni situazione e come l’autrice ha deciso di risolverla.

Ho deciso di non vedere il film e nemmeno la serie tv per poter leggere prima i libri.

Primo di una serie di libri urban fantasy, Città di Ossa, spalanca una finestra sul fantastico e ricchissimo mondo paranormale creato da Cassandra Clare, mondo di cui anche lei pare essere succube. L’autrice, infatti, sembra essere incapace di allontanarsi dall’universo a cui ha dato vita e, dopo aver scritto una serie sugli Shadowhunters del presente, si è lanciata in diversi filoni letterari ambientati nel passato e nel futuro e che coinvolgono sempre queste creature. In effetti gli Shadowhunters, con il loro charme, la complessa mitologia che aleggia attorno alla storia che li riguarda e gli intrighi in cui sono da sempre invischiati, sanno affascinare e soggiogare.

E’ importante ricordare che Città di Ossa è stato pubblicato nel lontano 2007 e che, pur non sembrando tale al giorno d’oggi, è un romanzo che ha apportato nel mondo letterario una notevole originalità.

Consiglio questo libro a chi cerca una storia avventurosa, ricca e sorprendente, che reca in sé la giusta dose di romance e di azione. Sono certa che non vi pentirete di aver voluto fare un salto nel mondo creato dalla Clare.

Non dirò oltre della trama perché gran parte di voi la conosce a memoria e l’altra metà sarà già seccata dallo sciame indesiderato di spoiler con cui li bombarda la rete. Io stessa, che ho letto solo il primo libro, so già come andrà per quasi tutti i personaggi della storia, cosa abbastanza triste in effetti. Ma è questo il rischio di avere a che fare con una saga tanto nota: è impossibile proteggersi dagli spoiler. Non divaghiamo, dunque, e addentriamoci in un’analisi approfondita del romanzo in sé.«Io pericolosa?» gli fece eco Clary sbalordita. «Ti ho visto uccidere una persona, ieri sera. Ti ho visto piantargli un coltello nelle costole e…» E ho visto lui tagliarti con unghie che sembravano lame di rasoio. Ho visto che sanguinavi, e adesso sembra che non ti sia fatto nemmeno un graffio.
«Io sarò anche un assassino» disse Jace. «Ma so quello che sono. Tu puoi dire altrettanto?»Da “Città di Ossa”

Che la Clare abbia ottime doti narrative è cosa nota e non è necessario che io lo confermi.

La sua penna è sferzante, la sua immaginazione esplosiva, le sue descrizioni vivide e penetranti.Ecco perché non si può fare a meno di leggere Città di Ossa in un fiato. Il ritmo serrato, la giusta alternanza di scene d’azione e scene d’amore, la brillante caratterizzazione dei personaggi, rendono questo romanzo piacevole e quasi ipnotico.Come ho già detto, essendo stato scritto molti anni fa, questo libro è una grande prova di originalità.Abbiamo queste creature che recano in loro sangue angelico e che nascondono così tanti segreti, che è impossibile non restarne incantati ed è palese il motivo per cui la stessa protagonista si lasci immediatamente trascinare dal loro fascino.«A volte ci chiamano Nephilim» disse Hodge. «Nella Bibbia erano il frutto dell’unione di angeli ed esseri umani. Secondo la leggenda, gli Shadowhunters furono creati più di mille anni fa, quando gli umani stavano per essere distrutti dalle invasioni di demoni provenienti da altri mondi. Uno stregone evocò l’angelo Raziel, che mescolò in una ciotola un po’ del proprio sangue con del sangue umano e lo diede da bere agli uomini. Coloro che bevvero il sangue dell’Angelo divennero Cacciatori, e così i loro figli e i figli dei loro figli. La ciotola da allora fu conosciuta come la Coppa Mortale».Da “Città di Ossa”Il modo in cui la Clare ha saputo introdurre ai lettori la storia degli Shadowhunters, parlando di vecchi complotti e di nuove minacce, ha reso il romanzo avvincente e solido: appassionante. Ma, essendo pur sempre il primo libro di una saga, soffre leggermente della sindrome da “spiegone”, ovvero quella pratica per cui l’autore desidera spiegare tutto troppo dettagliatamente, che spesso crea un effetto un po’ confusionario.Altro problema che è impossibile non notare in questo romanzo è il modo in cui attorno all’antagonista sia stato creato un polverone che, alla fin fine, sfuma in una nuvoletta di nulla. Valentine, quello che dal primissimo capitolo viene descritto come il Cattivo con la “c” maiuscola, fa il suo ingresso trionfale in un modo davvero poco trionfale ed è un vero peccato.Arriva, mette in scena la sua pantomima drammatica, lancia qualche dichiarazione sconvolgente in stile Darth Vader e poi scompare. Così.Se c’è una cosa che proprio non sopporto, è questo genere di nemici: quelli di cui tutti parlano, che tutti temono, ma che poi, alla fin fine, non sanno rendere onore alle leggende che hanno raccontato su di essi. Dalla regia mi dicono che il vecchio Valentine saprà farsi perdonare nei libri successivi e io me lo auguro.Ho invece di gran lunga preferito la costruzione di due personaggi secondari molto, molto ben caratterizzati ovvero Hodge e Luke. Entrambi sono diversi da ciò che ci si aspetterebbe, entrambi hanno segreti e riservano colpi di scena davvero geniali ed entrambi sanno stupire come pochi.«Tu sembri una mondana come tutte le altre, eppure mi vedi. È un bel rompicapo.»«Cos’è una mondana?»«Una mortale. Una persona del mondo degli umani. Una come te.»«Ma anche tu sei umano.»«Sì» disse lui. «Ma non sono come te.» Il suo tono non era di chi sta sulla difensiva. Sembrava che non gli importasse che lei gli credesse oppure no.«Tu ti credi migliore di noi» disse Clary. «Per questo ridevi, vero?»«Stavo ridendo perché le dichiarazioni d’amore mi divertono, soprattutto quando si tratta di amori non corrisposti» disse. «E perché il tuo amico Simon è uno dei mondani più mondani che abbia mai incontrato. E perché Hodge ha detto che puoi essere pericolosa, ma se lo sei non te ne rendi conto. Da “Città di Ossa”In sostanza ci troviamo difronte a un buon libro. Certo, è una lettura adolescenziale a volte alcuni comportamenti dei protagonisti, così come alcune situazioni sentimentali in cui si trovano coinvolti, rispecchiano fin troppo la loro giovane età. Inizialmente lo schema con cui la Clare ha caratterizzato il gruppo di ragazzi del libro sembra chiaro e prevedibile, ma poi riserva piacevoli colpi di scena. Non è una sorpresa dunque, per i più maturi, ritrovarsi a leggere di relazioni sentimentali un po’ acerbe, o doversela vedere con scelte poco condivisibili, ma non lasciatevi scoraggiare.E’ vero ci sono dei cliché. Abbiamo Clary, che si dimostra cieca al cospetto dell’amore che qualcuno non ha fatto altro che palesarle per tutta una vita, Jace che è il bad boy ferito che si nasconde dietro una maschera di freddo distacco ma vuole solo essere amato, Alec che è l’innamorato represso che odia tutti per la sua diversità, Simon, l’innocente e fedele amico che poi tira fuori gli attribuiti e dimostra di essere più uomo di quanto tutti avrebbero mai immaginato e Isabel che è l’unica principessa in un gruppo di principi e si sente minacciata dall’arrivo della nuova ragazza.Ma, nonstante questi cliché iniziali durante il libro i vari personaggi subiscono una crescita interiore non indifferente e la cosa non è da sottovalutare. Infatti se nelle prime pagine è palese che ci si trova davanti a protagonisti molto immaturi, sul finale, invece, è possibile vedere una maturazione complessiva del gruppo in sé e, nonostante i problemi con Valentine, questo dimostra quanto la Clare sia abile nella costruzione dei suoi personaggi.


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🖖

Alla prossima

4 Risposte a “Parliamo di Shadowhunters, Città di ossa di Cassandra Clare”

  1. non ho mai letto il libro, forse sarò una delle poche, ma mi sembra di ricordare che ne abbiano fatto un film o sbaglio? comunque sicuramente mi ripropongo di acquistarlo e leggerlo

  2. Non abbiamo mai letto questo romanzo, ma dalla tua descrizione sembra davvero interessante.
    Magari lo metto in lista, da leggerlo in volo per Giappone.

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