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Parliamo di:Cuori in Atlantide di Stephen King

Ciao a tutti.

In questo periodo sto leggendo veramente tanto e oggi voglio parlavi di Cuori in Atlantide di Stephen King

Scheda Cuori in Atlantide:

  • Autore: Stephen King
  • Editore: Sperling & Kupfer
  • Collana: mondadori i miti
  • Lingua: Italiano
  • Prezzo: 4,60€

Trama Cuori in Atlantide:

Il romanzo, simbolico e allusivo già a partire dal titolo – un popolare gioco di carte e il nome in gergo del Vietnam -, è composto da cinque episodi consequenziali e tra loro collegati, ambientati nei decenni che vanno dal 1960 al 1999. Ciascuno è profondamente radicato nel periodo iniziale e pervaso da fantasmi, quasi tutti di guerra. Ciascuno contiene occulte premesse che si sviluppano poi in maniera bizzarra e inaspettata. E un legame sottile e a tratti subliminale li percorre tutti, fino a un epilogo pacato e pacificatore.

I Cinque Racconti:

  • Il primo racconto parla dell’infanzia di tre bambini di undici anni: Bobby Garfield, Carol Gerber e John Sullivan, e della loro amicizia. Parla anche del complesso rapporto tra Bobby Garfield con un anziano signore che si trasferisce sopra l’appartamento dove vive con la madre. Ted Brautigan. Quel Ted Brautigan? Proprio lui. Questo racconto e l’”avventura nel Connecticut” di cui parlano i Taheen ad Algul Siento (e se non capite di cosa sto parlando… Beh, leggetevi “La Torre Nera”, no?).
  • Il secondo racconto, che da il titolo alla raccolta, “Cuori in Atlantide“, parla del primo semestre di università di alcuni ragazzi, che invece di studiare intavolano interminate partite a Cuori. Sullo sfondo comincia ad intravedersi la Guerra in Vietnam e le contestazioni dei pacifisti e dei figli dei fiori.
  • Il terzo, “Willie il Cieco“, salta già temporalmente a dopo la fine del conflitto, dove un reduce si finge cieco chiedendo l’elemosina ai bordi delle strade di Manhattan. Anche se la storia non è nemmeno lontanamente così semplice.
  • Il quarto, intitolato “Perchè siamo finiti in Vietnam” parla dell’incontro tra due reduci in occasione del funerale di un loro ex-commilitone. L’incontro è l’occasione per muovere una dura critica al conflitto, ma più che sulle motivazioni ideologiche (la lotta al comunismo, la guerra come business, ecc.) King si concentra su quello che ha lasciato a questi ragazzi ventenni deportati nella giungla a combattere una guerra assurda. A quello che ha lasciato quasi trent’anni dopo, alle soglie della vecchiaia.
  • Il quinto, “Scendono le lunghe ombre della notte“, è un brevissimo epilogo, dove ritroviamo un Bobby Garfield cinquantenne al funerale del vecchio amico John Sullivan.

Opinione personale:

Per chi ha letto la saga della torre nera, leggere “uomo basso” dovrebbe fare strabuzzare gli occhi. Ma il libro é tranquillamente godibile anche senza aver letto la saga fantasy (di cui prima poi vi parlerò). Qui King si mette completamente in gioco, non usa effetti speciali ne il suo ampio arsenale di paure ancestrali. L’orrore c’è, ma sta tutto nelle immagini dei ragazzini impazziti della giungla vietnamita (il “Verde”), che massacrano interi villaggi solo perché a un certo punto la testa non gli funziona più. Sta nel ricordo di una vecchia “mamasan” uccisa nel Verde che torna a trovarti ogni giorno, senza dire una parola, ma ricordandoti con la sua sola presenza che non sempre sei stato un essere umano. L’orrore sta in un capufficio che si trasforma in un mostro peggiore di quelli dei corridoi dell’Overlook Hotel. Nel piccolo potere che diventa abominio.

In Conclusione:

Un libro che consiglio a tutti, anche per conoscere Stephen King (qui sempre più lontano dallo stereotipo che se ne fa la gente che non l’ha mai letto), che si divora dall’inizio alla fine. Un romanzo veramente bello, acuto, amaro e allo stesso tempo dolce.

Voi lo avete letto? vi é piaciuto? Scrivetemelo qui sotto o sulla mia pagina facebook. 

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🖖

Alla prossima

Pubblicato da nonsolomanga

Sono Claudia, sono una lettrice accanita sin dalla tenera età. Con il tempo ho ampliato l'amore per i libri a quello per i manga nonché anime. Ma sono anche una grande appassionata di film e telefilm e collezionista.

6 Risposte a “Parliamo di:Cuori in Atlantide di Stephen King”

  1. In questo periodo in cui tutti si riscoprono lettori, per fortuna noi rimaniamo fedeli anoi stesse evitando libri di dubbio gusto, questa pietra miliare ti stupirò ma a me manca nella libreria stavo giusto vedendo se c’era e cavolo manca, eh no non va bene deve essere stata una svist imperdonabile ora dove è finita la carta di credito, ho sempre sentito recensioni positive di sicuro uno di quei libri che senti di dover leggere.Ottimo consiglio

  2. Ho letto tanti libri di Stephen King ma mai questo, siccome mi piace il suo modo di scrivere e mi appassionano le sue storie lo prenderò

  3. Con “Cuori in Atlantide”, King mostra una sensibilità straordinaria nel mostrare il dramma della guerra e l’impatto che ha avuto sulla vita delle persone e sui rapporti di amicizia. Penso proprio che lo leggerò.
    Maria Domenica

  4. Stephen King è uno di quegli scrittori che non passa mai di moda… ho letto veramente tanti libri suoi, ma devo dire che questo manca all’appello… potrebbe esser un buon momento questo!

  5. Io amo Stephen King! Se non si leggono i suoi libri e si rimane fermi all’idea dei film horror non si puo’ capire il genio che è in lui! Uno scrittore raffinato che lascia il lettore sempre soddisfatto quando chiude un suo libro. Ho letto questo libro ed ho visto il film!

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