Un bentornati sul mio blog! È da un po’ di tempo che non vi parlo di una serie anime e oggi voglio parlarvi di un titolo che definire “divisivo” è un eufemismo: Elfen Lied.
Si tratta di un’opera che ti colpisce dritto allo stomaco, nel bene e nel male. È curioso notare che raramente si trova qualcuno che lo giudichi “mediocre”: generalmente o lo si ama alla follia, o lo si odia profondamente. Non ci sono mezze misure, ed io, come molti di voi sapranno, rientro nella prima categoria. Ma partiamo con ordine, perché per capire questo anime bisogna scavare sotto la superficie.

Scheda Elfen Lied
- Titolo originale: Erufen Rīto
- Titolo inglese: Elfen Lied
- Nazionalità: Giappone
- Categoria: Seinen
- Genere: Fantascienza, Horror, Psicologico, Splatter, Romantico
- Anno: 2004
- Tratto da: Manga di Lynn Okamoto
- Episodi: 13 + 1 OAV
- Stato in Italia: Doppiaggio completato
- Disponibilità: DVD / Streaming
- Livello: Oro
Trama
Nel mondo esistono i Diclonius, mutanti simili agli umani ma dotati di corna e “vettori”: braccia invisibili di potenza devastante. La storia inizia con la fuga di Lucy, la Diclonius più pericolosa, da un laboratorio dove veniva torturata. Durante l’evasione un colpo alla testa le causa uno sdoppiamento di personalità: la spietata assassina lascia il posto a Nyu, una ragazza innocente e incapace di parlare. Trovata dai cugini Kouta e Yuka, Nyu viene accolta in casa loro, ma il passato di sangue e i militari sono pronti a bussare alla porta, trascinando tutti in una spirale di violenza ed espiazione.
Un Team Creativo tra Arte e Controversia
Nonostante tutto, l’anime ha dei picchi di eccellenza:
- Mamoru Kanbe (Regia): Ha gestito con coraggio il passaggio tra momenti “harem” e massacri horror, mantenendo sempre un tono malinconico.
- Comparto Tecnico: I disegni non sono eccezionali e i volti sono tutti uguali (distinguibili solo per le parrucche variopinte), ma le animazioni dei vettori e le ambientazioni sono molto belle.
- L’Opening “Lilium”: Per me vale il 9 pieno. Unire un canto gregoriano in latino con le immagini ispirate ai quadri di Gustav Klimt è un’idea suggestiva che eleva l’opera, trasformandola in una perla poetica in mezzo a tanto gore.
Il Grande Dilemma: Perché Divide Così Tanto?
Perché Elfen Lied genera reazioni così opposte? Il motivo risiede nella sua natura estremamente cruda e priva di filtri.
Chi lo odia, spesso si ferma allo strato superficiale: vede teste che esplodono, mutilazioni di bambini e nudità assortite, giudicandole come un tentativo “furbo” di attirare l’attenzione con lo shock. Per molti, il contrasto tra il design dei personaggi (volti quasi infantili, occhi enormi tipici del 2004) e la violenza atroce è eccessivo, quasi grottesco.
Chi lo ama, invece, riesce a vedere oltre il sangue. Sotto lo splatter si nasconde un’analisi spietata della natura umana. Lucy non nasce malvagia; lo diventa come reazione al male ricevuto. È un anime che ti sbatte in faccia temi pesantissimi come il razzismo, l’abuso familiare e la pedofilia senza indorare la pillola. Ti costringe a chiederti: chi è il vero mostro? La mutante che strappa arti per sopravvivenza o l’uomo che tortura una bambina in nome della scienza o del piacere personale? È questa capacità di destabilizzare le certezze dello spettatore che lo rende, ai miei occhi, un’opera incredibile.

Anime vs Manga: Un Rapporto Complicato
Qui arriviamo al punto fondamentale: gran parte del mio amore per quest’opera è legato indissolubilmente al bellissimo manga da cui è tratta.
C’è da dire che la versione animata, per quanto cruda, non raggiunge mai i livelli di perversione e crudeltà gratuita dell’originale di Lynn Okamoto. Il manga è un’esperienza ancora più disturbante, che non risparmia nulla al lettore. Tuttavia, l’anime pecca di una sceneggiatura non sempre coerente e di qualche “spiegone” di troppo che rasenta il ridicolo, come il cambio improvviso di personalità di certi personaggi o coincidenze temporali ai limiti dell’assurdo.
Il difetto più imperdonabile? Il finale. Prodotta mentre il manga era ancora in corso (anche a causa di dissapori tra il mangaka e il regista), la serie si chiude con un finale aperto che trovo quasi offensivo per chi non conosce i retroscena. Senza i risvolti drammatici e realistici della controparte cartacea, l’intero comparto psicologico dell’opera decade, lasciando lo spettatore disorientato e furioso davanti a una storia lasciata a metà.
Una Colonna Sonora da Brividi: Il Trionfo di “Lilium”
A risollevare le sorti dell’opera interviene però un comparto sonoro sublime. L’opening, “Lilium”, è una delle più belle mai create: un canto lirico in latino unito a immagini che rivisitano i quadri di Gustav Klimt. Questa sigla carica di tristezza eleva l’opera, creando un contrasto pazzesco con la violenza degli episodi. L’intera colonna sonora ruota attorno a questo tema, con arpeggi di pianoforte che danno voce al dolore dei protagonisti laddove la sceneggiatura a volte zoppica. Merita un 9 pieno solo per questo.
Un’Esperienza Intensa e Disorientante
In conclusione, Elfen Lied è un viaggio nel lato oscuro dell’animo umano. È un anime audace che va visto per quello che vuole comunicare, nonostante i cali qualitativi e una sceneggiatura a tratti furba. Poteva essere un capolavoro assoluto se avesse seguito fedelmente il manga fino alla fine, ma rimane comunque un “anime davvero bello” che consiglio a chiunque non tema la violenza esplicita e le riflessioni scomode.

Voi l’avete visto? Avete letto il manga per scoprire il vero finale o vi siete fermati all’anime? Scrivetemelo qui sotto o sulla mia pagina Facebook.
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Alla prossima 🖖