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Kakegurui 1 anime Review

Ciao a tutti, oggi torniamo a parlare di anime con una serie breve ma molto particolare: Kakegurui

Kakegurui anime review

Scheda Kakegurui

  • Titolo originale: Kakegurui
  • Titolo inglese: Compulsive Gambler
  • Nazionalità: Giappone
  • Categoria: Serie TV 
  • Prima serie: 2017
  • Genere: Azione, Scolastico, Psicologico 
  • Tratto da: Manga
  • Tipo: Shounen  (Netflix mette un avviso sconsigliandolo sotto i 14 anni)
  • Episodi: 12
  • Stato in patria: Completato
  • Stato in Italia: Completato
  • Visibile su: Netflix- ma solo i primi 12 episodi, link alternativo streaming

Trama Kakegurui Prima serie:

Kakegurui 1 e 2 anime review

L’istituto Hyakkaou è una prestigiosa scuola privata in cui gli studenti sono divisi in strati sociali. Su tutti domina il consiglio studentesco, che detta legge ai suoi studenti tramite scommesse e il gioco d’azzardo. Se vinci ti aspetta il paradiso, se perdi, l’inferno. Coloro che si occupano delle scommesse sono invidiati da tutti mentre i deboli subiscono le assurdità imposte dalla scuola. Un giorno arriva una nuova studentessa di nome Yumeko Jabami e gli equilibri di potere all’interno dell’istituto iniziano a vacillare.

Opinione personale:

Ho cominciato questo animo molto diffidente, la trama non mi entusiasmava ma durante il corso della visione ho dovuto rivedere di molto il mio giudizio.

Una piccola premessa: Kakegurui appartiene a quella categorie di anime che, pur non essendo fantasy, richiedono una iniziale sospensione dell’incredulità da parte dello spettatore per poter essere apprezzati. L’ambientazione infatti è totalmente irreale.

La storia:

C’è un filo comune e continuo, ogni episodio segue un plot sempre prestabilito: incipit, svolgimento, colpo di scena, conclusione. Ma questo non annoia chi guarda, anzi, man mano che si prosegue nella serie, la posta si fa sempre più alta e il punto di tensione insieme con lo scorrimento della storia è tenuto su dalla grafica magistrale e da un ottimo doppiaggio.
Arriverete all’ultimo episodio di questa serie volendone altri venti da guardare, anche perché il finale è come una brioche inaspettatamente senza crema (ma questo perché fa da preludio ad una seconda serie).
Inoltre, cosa non da poco per un episodio della durata di una ventina di minuti, tutti i giochi presentati, dai più semplici ai più complessi, sono presentati e spiegati molto bene in ogni aspetto, anche su come si possa barare.

I Personaggi:
Kakegurui 1 anime review

Se ne incontrano parecchi, ognuno con diverse sfaccettature, ognuno con un diverso gioco d’azzardo preferito, ognuno con una fissazione e un obiettivo ben stabilito. In Kakegurui non si fanno sconti, si passa dal sadismo all’autolesionismo, per vincere una grossa somma e per riappropriarsi della propria vita, si toccano atmosfere chiaramente omosessuali o comunque di eccitazione, perché si rischia la propria vita, perché in gioco c’è qualcosa che quasi non ha valore: la libertà.
In tutta la trama il rimando a “quando giochi d’azzardo, ti giochi anche una fetta di vita” è sempre chiaro

Kakegurui e la Ludopatia

Il principale tema evidenziato a più riprese è sicuramente la causa scatenante della malattia stessa, cioè il rischio, il piacere del rischio. Non il liberatorio grido per la vittoria o lo sconfortato silenzio per la sconfitta, bensì il brivido che corre lungo la schiena quando in gioco c’è la puntata massima. Soltanto Suzui sembra essere immune a questo veleno, e il motivo è veramente semplice.

Kakegurui 1 anime review

Kakegurui vive di simbolismi: dai più evidenti, come Yumeko la protagonista che incarna il concetto puro del gioco piuttosto che il ruolo di scommettitrice ossessivo-compulsiva, ai meno percettibili, come le divise rosse e le ambientazioni verdi che rendono i personaggi delle fish presenti su un tavolo verde piuttosto che semplici persone in un salotto. Tutto gira intorno alle potenti sfaccettature che rendono, bisogna dargliene atto, il gioco d’azzardo appassionante.

Kakegurui 1 anime review

Suzui, all’interno della scuola è semplicemente la coscienza all’interno della mente del malato. Ogni personaggio ha il suo ruolo, il suo simbolo, il suo messaggio. Paura di perdere e desiderio di vincere, mescolati sapientemente a tutto ciò che fa parte di questa giostra crudele: passione, piacere, determinazione, rimorso, odio, disperazione. L’esaltazione delle conseguenze del gioco è semplicemente l’altra faccia della medaglia: quando si mette in gioco tutto ciò che si ha, tremano le gambe.
Suzui, la coscienza, la ragione, è inevitabilmente un intruso. E’ circondato da tutto ciò che spinge il malato a giocare, è quello a cui appunto tremano le gambe.

Kakegurui 1 anime review

Paradossalmente l’accento è più volte posto sul motivo che mai e poi mai dovrebbe essere valido per giocare, ovvero l’aver perso. Più si perde, più si gioca. Vincere è sinonimo di appagamento, ma perdere è sinonimo di debito, e ciò che spinge le persone comuni a rovinarsi la vita davanti ai tavoli verdi è il ripensamento, è quel “ritorno in pari e poi smetto”.

L’abilità del banco nel rendere il suo gioco appetibile è proprio il far sembrare quel “pari” più accessibile di quanto sia in realtà. Quando ci se ne rende conto, è già troppo tardi.

Kakegurui 1 anime review

Yumeko Jabami però è diversa. Lei è l’essenza pura del gioco. “Per vincere bisogna essere disposti a perdere.” Questo è Yumeko Jabami. E’ lei che porta i giocatori a giocare secondo le proprie regole, perché lei è il gioco. Il gioco fine a sé stesso, quello che, se non c’è rischio, allora non c’è gioco, e non vale la pena giocare.

Parental advisory

Ci sarebbe da dire che l’anime sia da vietare ai minori o per lo meno meno di alzare l’asticella dai 16/17 in su. Per dei validi motivi: il tema trattato, in secondo luogo le scene di sadismo all’autolesionismo sono estremamente ben fatte (quindi crude) come le allusioni sessuali sono molto esplicite.

In Conclusione:

Che dire? Guardatelo. Kakegurui sorprende, perché è sfacciatamente accattivante. Per una volta racconta di un mondo del quale si ha la visione “ripulita” dei casinò di lusso, con uomini composti e tranquilli; qui non vedrete nulla di tutto questo: si andrà nella più torbida e recondita dipendenza umana. 

Nel prossimo articolo della categoria anime vi parlerò della seconda serie uscita nel 2019. Voi l’avete Kakegurui? Cosa ne pensate? scrivetemelo qui sotto o sulla mia  pagina Facebook.

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Alla prossima 

Pubblicato da nonsolomanga

Sono Claudia, sono una lettrice accanita sin dalla tenera età. Con il tempo ho ampliato l'amore per i libri a quello per i manga nonché anime. Ma sono anche una grande appassionata di film e telefilm e collezionista.

3 Risposte a “Kakegurui 1 anime Review”

  1. Conosco il titolo, non bene perchè non l’ho visto, ho una certa familiarità con gli autori e la tipologia che a me piace molto, quindi lo recupero a breve, poi i protagonisti sono famosissimi, ti dico solo che appunto so i nomi perchè la fama dell’anime li precede, ti do ragione non è un titolo per tutti, dovrebbero mettere un avviso grosso come una casa. Perchè purtroppo qui in Italia tranne gli appassionati del settore, tutti gli altri che non conoscono tale cultura e genere di animazione, verrebbero portati a lasciare i propri pargoli di fronte a scene in cui senza troppi preamboli ci si frusta o ci si taglia le vene per dire, o che ne so mentre deliberatamente ci si annusa a vicenda per essere delicata, tra l’altro l’argomento trattato non è nemmeno leggero, come al solito ottima recensione.

  2. Ciao Katrin, esattamente come dici te non é la Disney non é adatto ad un bambino di 6-7 anni sicuramente. Quello che manca é la percezione del mondo degli anime, che andrebbero analizzati allo stesso modo nel quale si analizzano film e serie tv. Per fare un esempio:Mary Poppins (film per famiglie , adatto a bambini) Saw (horror pure splatter, ma direi per adulti). Sullo stesso principio ci si dovrebbe muovere nel mondo degli anime. Se lo guardi fammi sapere cosa ne pensi

  3. Ho dato uno sguardo al video e, a mio parere, l’ambientazione è davvero un po’ “strana”. Una scuola privata del suo ruolo educatore “tradizionale” diventa luogo dove educare anche alla capacità di imbrogliare; degli alunni che assumono uno sguardo di dipendenza inquietante ed una nuova presenza che rappresenta, anzi è il gioco stesso.
    Sicuramente è una storia diversa, non adatta a tutti ma da osservare con attenzione.
    Maria Domenica

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