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Parliamo di Mucchio d’ossa di Stephen King

Mucchio d’ossa di Stephen King

Trama Mucchio d’ossa

La morte improvvisa e tragica della moglie ha distrutto l’esistenza di Mike. Un tempo scrittore di successo, dopo la disgrazia ha perso l’ispirazione e certo non l’aiuta l’essersi rifugiato nell’antica casa del Maine dove aveva trascorso vacanze felici. Ora quelle stanze sono teatro di richiami struggenti e insieme di fenomeni terrificanti: qualcosa non si rassegna a quella tremenda perdita e neanche il tenero legame con la dolce Mattie e l’affetto per la sua figlioletta riescono a fugare la maledizione che grava su di loro…

Ambientazioe Mucchio d’ossa:

La prima parte del romanzo si svolge a Derry nel Maine, é una cittadina immaginaria americana (in cui sono ambientati vari libri e racconti brevi di Stephen King. Geograficamente, è situata vicino a Bangor, cittadina reale dove lo scrittore risiede, ma King ha dichiarato che in realtà Derry è una sua trasposizione personale di Bangor stessa.)

La seconda Parte si svolge a Dark Score Lake nella residenza estiva Sara Laughs di Mike Nonnan, nella città non registrata del TR-90.

Lina Temporale:

L’arco narrativo si apre nel 1994 e si chiude nel 1998

Mucchio d’ossa personaggi Principali:

  • Mike Noonan: Uno scrittore di successo di 36 anni.
  • Johanna Arlean detta Jo: Moglie di Mike. More di aneurisma celebrale all’età di 34 anni mentre porta in grembo loro figlia
  • Mary Devore detta Mattie: Giovani vedova di 21 anni madre di Kyra di 3 anni
  • Max Devore: nonno di Kyra e padre del defunto marito di Mattie. Un uomo anziano, ricco e influente accompagnato sempre dalla sua assistente Whitmore
  • Sara Tidwell: Cantante Bluss di fine secolo e il figlio Kito.

Tematiche Trattate in Mucchio d’ossa.

La prima tematica che incontriamo é quella del Lutto. La perdita di Joe amata moglie di Mike che si ripercuote anche sulla sua vita lavorativa, aprendoci la strada per un altra tematica quella del blocco dello scrittore.

Con Mattine King ci porta le tematiche differenti; come la difficoltà di essere mamma single, ma con lei ritorna pure il il Tema del Lutto con la prematura morte del suo giovanissimo marito.

In ultimo ma non per importanza troviamo Sara Tidwell: il suo é il filone senza dubbio più drammatico dell’intero romanzo. Con lei King ci porta le tematiche del razzismo dello stupro, omicidio e infanticidio.

Recensione Muccio d’ossa:

Il romanzo si apre con il protagonista, lo scrittore di successo Michael Noonan, davanti alla salma della moglie, morta per aneurisma e, come scopre in quell’occasione, da poco incinta. Il lutto stravolge Mike al punto da rendergli impossibile scrivere ancora, senza cadere vittima di violenti attacchi di panico. Saranno dei sogni, fin troppo vividi, a portarlo anni dopo a Sara Laughs, la sua casa al lago abbandonata da tempo, alla ricerca della serenità necessaria per tornare a scrivere. Li verrà coinvolto nei tentativi dell’anziano e ricco Max Devore di sottrarre la nipote Kyra alla madre Mattie. Li avrà a che fare anche con i fantasmi che sembrano affollare Sara Laughs e non solo. Esseri, tutt’altro che mero spirito, impotenti nel mondo reale.

Con una trama particolarmente brillante, tra citazioni di Melville, Maugham e King fa raccontare a Michael in prima persona il suo trovarsi diviso nella ricerca di nuovi punti fissi nella sua vita (dopo la fine del matrimonio e forse della carriera da scrittore), spaziando con estrema naturalezza da elementi sovrannaturali ad incubi fin troppo reali, come la battaglia per l’affidamento di una bambina. Come al solito, Stephen King riesce a dare vita ad un’intera comunità (in questo caso TR 90 ove si trova Sara Luaghs) senza sforzo alcuno, caratterizzando cosi bene ogni personaggio che immaginarli risulta fin troppo facile, dalla dolce Kia al diabolico Max.

Leggendo “Mucchio d’ossa” si arriva non solo a comprendere il punto di vista dei protagonisti, ma anche ad immedesimarsi in ognuno di loro, provando ogni sensazione sulla propria pelle: dal dolore per un lutto, alla desolazione di una vita vuota, passando per la frustrazione di vedersi negato quanto si desidera.

Considerazioni finali:

Ho letto per la prima volta questo romanzo che andavo ancora alle superiori (quindi si parla di quasi vent’anni fa) poi, questa estate l’ho ripreso per portarlo in spiaggia. Questo é uno dei romanzi più sottovaluti tra quelli di King, invece merita veramente tanto. Definirlo un Horror equivale a banalizzarlo (per via della stria vecchia di decenni che king scrive solo horror, niente di più sbagliato).

Questo romanzo é una storia d’amore tragica e struggente condita con degli elementi paranormali. Ma non sono i fantasmi il fulcro della trama. I tre poli centrali sono L’amore di Mike per la moglie Jo che prevarica tutto, persino la sua morte fisica. Il secondo perno é la piccola Kira che vive i traumi da prima della perdita del padre e poi successivamente della madre e Sara altra grande protagonista della storia, una donna che viene dapprima discriminata per il colore della sua pelle e inseguito brutalmente violentata da un gruppo di giovani locali mente assiste inerme ed imponete all’annegamento del suo bambino.


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Alla prossima

31 Risposte a “Parliamo di Mucchio d’ossa di Stephen King”

  1. Non ho letto il libro (mea culpa!), ma dalla tua descrizione credo che colmerò presto la lacuna. Domanda da ignorantella in materia di romanzi di Stephen King: è possibile che il personaggio di Mike nasconda un qualcosa di vagamente autobiografico? Mi riferisco al turbamento ed al blocco interiore che può avere uno scrittore a seguito di un trauma.

  2. Il gioco di Gerald devo ancora leggerlo, ma é in lista. Se leggi questo fammi sapere cosa ne pensi

  3. Ciao Irene. Il personaggio dello scrittore é ricorrente nei libri di king come ad esempio It: Bill Denbrough crescendo diventa uno scrittore horror, come se fosse una sorta di suo alterego.King non ha mai sofferto del blocco dello scrittore, ma dopo questo romanzo nel 1999 ebbe incidente che quasi gli costò la vita e lo costrinse ad un forzato riposo e che per parecchi anni cambiò il suo modo di scrivere.

  4. Mi piace leggere i libri gialli e thriller ma questo di King non l’ho letto.
    Ho letto Cell e Il gioco di Gerald che miè piaciuto tantissimo.
    Seguiro il tuo consiglio per la lettura e quindi il prossimo che leggerò saraà questo.
    Grazie

  5. Mi piace molto Stephen King come scrittore, dai suoi libri sono stati tratti anche bellissimi film.
    Tre le sue opere che ho letto e che ricordo meglio: Christine, La macchina infernale, Il Miglio verde, la Tempesta del Secolo…
    Mi segno anche questo libro di cui avevo sentito parlare, ma a cui non ho mai dato una vera possibilità!

  6. Ciao Nicoletta. Concordo perfettamente conte, se prendimo in cosiderayione la serie La torre nera sono 8 romazi fantasy

  7. Sono d’accordo con te con il fatto che King venga troppo spesso identificato come “scrittore horror” mentre la sua vera abilità sta proprio nel scrivere libri unici, che di horror non hanno nulla, ma soprattutto nel saper coinvolgere il lettore nel lato più psicologico dei personaggi.

  8. Il gioco di Gerald è il romanzo di Stephen King che preferisco (il film una delusione invece)
    Mucchio d’ossa non l’ho letto ma, grazie a te, l’ho messo in lista 😉

  9. Il gioco di Gerald ho visto il film (che non mi é dispiaciuto) ma non ho ancora letto il libro, lo recupererò (per vedere qunto é diverso dal libro)

  10. Deve essere un bel libro appena finisco la lista che ho già pronta per acquistare acquisterò anche questo libro , è il mio genere . Dalla tua descrizione trama mi piace e voglio leggero

  11. Ciao Lucia.
    si hanno fatto una mini serie divisa in due episodi, che ha ben poco a che vedere con il libro titolo a parte. Il libro é molto più bello, se lo leggi fammi sapere cosa ne pensi.

  12. se non ricordo male ci hanno fatto un film in tv che ho visto e ricordo di averlo amato fin da subito. Credo però che per essere completo, dovrei leggere anche il libro

  13. Ciao Francesca. Ho due ipotesi su dove devi andare: o a vedere la seconda parte di IT o in libreria a prendere L’ istituto, l’ultimo libro di King.

  14. Mi piace l’autore e di lui ho letto quasi tutto. Anche questo libro .. mi hai fatto venire in mente che lo devo avere ancora da qualche parte .. ma chissà dov’è =)

  15. Ciao Sara. Si alcuni libri vanno riletti negli anni, ti accorgi di cogliere alcune sfumature a cui prima non avevi fatto caso

  16. sto scrivendo un libro e mi trovo proprio davanti ad un blocco dello scrittore. amando Stephen King, credo che questo sia il destino che mi dice che devo leggere questo libro e che potrebbe essermi utile.

  17. Stephen King è un autore che mi ha sempre affascinato per la sua capacità di introspezione dei personaggi oltre che per la sua straordinaria fantasia. Non ho ancora letto “Mucchio d’ossa” come purtroppo tanti altri di questo autore. Onestamente non so se riuscirei a leggere questo libro per l’estrema crudezza e drammaticità delle vicende legate soprattutto a Sara.
    Maria Domenica

  18. Non l’ho mai letto ma mi sono sempre ripromessa di recuperarlo appena un attimo libero. Tu mi hai ricordato che è arrivato il momento!

  19. Tra i tanti libri di S.K. che ho letto questo è tra quello che mi è piaciuto meno di tutti. Non so perché, ma non l’ho trovato adrenalinico come gli altri. Il capolavoro resta IT

  20. Mi piace come hai parlato del libro di king che sicuramente hai apprezzato,dopotutto è un grande scrittore e mi hai incuriosito con la tua recensione.

  21. Ah, questa usanza di definire Stephen King uno scrittore horror… Hai ragione te, scrive ben altro! Questo ai tempi era stato uno dei miei romanzi preferiti, dovrei proprio rispolverarlo anche io…

  22. Ciao Silvia, vale la pena rileggerlo, é uno tra i più belli. Si king scrive Horror ( é il Re del genere) ma non scrive solo horror, scrive fantasy, thriller. Non si limita ad un solo genere

  23. Questo libro l’ho consumato, l’ho adorato come adoro Stephen King il mio scrittore preferito insieme a Edgard Alla Poe e Lovecraft.
    Ho amato tutto ti tiene con il fiato sospeso e non consiglo di leggerlo al buio perchè non è per deboli di cuore, come tutti i suoi migliori romanzi qui si viene travolti in un vortice incredibile di emozioni, paure e angoscie che vi terranno compagnia fino alla fine.
    Hai scritto bene in effetti è uno dei romanzi più sottovalutati dello scrittore ma agli amanti del genere consiglio una lettura più attenta.

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